04/01/2009

Università italiana,un modello fallimentare!

Il comitato nazionale di valutazione del sistema universitario(Cnvsu), ente del ministero, ha elaborato il rapporto annuale sul sistema universitario italiano, facendo cosi un primo bilancio della riforma del 3 più 2, a sei anni dalla sua introduzione.

I risultati a cui si è giunti sono profondamente negativi. E’ emerso  che il nuovo ordinamento non fa decollare l’università italiana:oltre 4 studenti su 10 sono fuori corso o ripetenti, si impenna il numero di coloro i quali ciondolano tra le aule universitarie senza dare neanche un esame e cresce il numero di studenti che abbandonano gli studi dopo il primo anno (circa il 20%).

Per ottenere la laurea di primo livello è necessario racimolare 180 crediti formativi(cfu) in un triennio(60 all’anno), per la laurea specialistica ne occorrono altri120. Ma gli studenti italiani non riescono a raggiungere i 60 crediti all’anno, che sarebbero necessari per tenersi al passo.

Solo gli studenti di 29 atenei, in media, raggiungono e oltrepassano i 30 crediti l’anno e soltanto in due atenei (Siena e  Venezia Iuav) si superano i 45 crediti. La media dei crediti raggiunti si attesta sui 25 cfu, mentre all’ultimo posto si collocano  gli studenti dell’ateneo di Palermo con 22 crediti all’anno.

Gli studenti che si laureano nel triennio previsto sono appena 3 su 10, mentre il 30 per cento dei ragazzi conclude la triennale con un anno di ritardo e il 29 per cento con 2 o 3 anni di ritardo. Per cui la durata media degli studi non è più di 3 anni ma è salita a 4,6 anni!

La spesa degli atenei è salita vertiginosamente, passando dai 9,3 miliardi di euro del 2001 ai 12,4 miliardi di euro del 2006, con un’impennata del 33,3%. Questo aumento di spesa è dovuto all’accresciuto numero di professori ordinari,associati e ricercatori(6 mila unità in più). Accanto a tali numeri si assiste però, ad una riduzione delle spese per l’acquisizione e la valorizzazione di beni durevoli.

I corsi di studi attivi sono passati dall’essere 2.444 prima della riforma  a 5734 odierni. Così facendo, è notevolmente cresciuto il numero delle materie( più 71.038) ,metà delle quali valgono meno di 4 crediti formativi.

Di fronte alla lettura di  questi dati urge una riforma complessiva del sistema, che vada incontro alle esigenze degli studenti,  ben rappresentate dal movimento spontaneo e completamente autorganizzato (l’Onda), che ha investito l’Italia nei mesi appena trascorsi.

E’ di fondamentale importanza ridurre i corsi di studi e gli insegnamenti, che hanno assunto  caratteri elefantiaci; impegnare le università a migliorare l’orientamento dei ragazzi all’entrata e in itinere, riducendo il numero degli insegnanti e  lottando contro ogni forma di “baronia”; investire  molte risorse per la formazione e la ricerca, come stanno facendo tutti i maggiori paesi europei oggi ancor più di ieri, proprio per uscire dalla crisi economica nella quale siamo piombati. Purtroppo rispetto a queste problematiche, non sembra esserci una risposta positiva da parte del governo e del ministro Gelmini. Invece di ascoltare le proposte degli studenti e convocare tutte le parti interessate ad una seria riforma, non si fa altro che tagliare drasticamente fondi all’università pubblica e predisporre un progetto di privatizzazione degli atenei, che avrebbe come risultato quello di porre un freno alla libera e creativa circolazione delle idee e  non renderebbe il diritto agli studi accessibile a tutti.                                                                                                                             

 

                                                                                                                                                                                                    Mz

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

                                                                                                                                                         

16:51 Scritto da: gepevic in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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